Riabilitazione urologica

LA RIABILITAZIONE UROLOGICA

Le tecniche strumentali ad oggi disponibili, per rinforzare il pavimento pelvico sono il biofeedback e l’elettrostimolazione, procedure che si eseguono ambulatorialmente. Esistono anche apparecchi portatili, per proseguire e completare a domicilio il trattamento intrapreso in sede ambulatoriale.

L’elettrostimolazione perineale.

L’elettrostimolazione perineale è una stimolazione passiva che, oltre a favorire la presa di coscienza, stimola i muscoli del pavimento pelvico. È praticata mediante una sonda vaginale o anale munita di elettrodi superficiali, che conducono una corrente elettrica continua assolutamente indolore. Tale sonda emette impulsi elettrici di intensità modulata sulla singola donna e sotto il diretto controllo del terapista.

L’elettrostimolazione può alleviare l’eventuale dolore delle cicatrici da episiotomia durante i rapporti sessuali: la cicatrice è toccata da un puntale attraverso il quale passa corrente continua antalgica, che toglie il dolore e rilascia questo tratto muscolare, dando così la possibilità di una normale ripresa dei rapporti sessuali.

La stimolazione elettrica funzionale, già utilizzata con la finalità di produrre meccanismi riflessi che possano riorganizzare i processi neuro-fisiologici, è di largo impiego nel trattamento dell’incontinenza urinaria femminile. Gli studi sperimentali e clinici hanno appurato come la stimolazione elettrica funzionale intravaginale eserciti effetti positivi sia sui meccanismi di chiusura uretrale che sull’inibizione detrusoriale.

I tipi di corrente utilizzata sono molteplici: le correnti bifasiche sono indicate per i trattamenti di lunga durata e/o domiciliari, mentre le correnti unidirezionali variabili trovano un’elettiva indicazione nei trattamenti “short term” ambulatoriali. Le frequenze utilizzate sono comprese tra 10 e 75 Hertz e la durata ottimale dell’impulso è compresa tra 0,2 e 1,0 msec.

La riabilitazione perineale è utile anche per l’uomo?

La maggior parte degli interventi di chirurgia alla prostata hanno invece come risultato un brusco abbassamento della pressione di chiusura dell’uretra.

In questo caso le perdite di urina si verificano per l’incapacità dell’uretra di resistere anche alle minime pressioni all’interno dell’addome e dunque della vescica. Tipiche sono le perdite di urina durante gli sforzi: alzarsi o sedersi, sollevare un peso, spingere un oggetto.

Lo sfintere esterno, cioè il muscolo volontario a valle della prostata deputato alla continenza, non essendo stato utilizzato per anni (c’era già la prostata che chiudeva l’uretra), risulta spesso poco attivo ed impiega mesi per rinforzarsi. In questo caso è utile una fisioterapia pelvica che aiuti ad attivarlo e rinforzarlo il prima possibile.

La vescica, inoltre, non si abitua immediatamente alla nuova condizione di libertà dell’uretra, ed impiega anche mesi per tornare a lavorare in maniera adeguata. Questo è il secondo motivo per cui i miglioramneti della continenza dopo l’operazione possono avvenire anche ad un anno di distanza dall’intervento.

La riabilitazione e’ utile anche nel trattamento dell’eiaculazione precoce.

Partendo dal presupposto che i muscoli del piano perineale svolgono un ruolo importante nel controllo dell’eiaculazione, la riabilitazione perineale è stata proposta come trattamento di questo disturbo. L’eiaculazione precoce è la disfunzione sessuale maschile più diffusa: rappresenta il 40% delle consultazioni uro-andrologiche.

L’eiaculazione precoce è quella che avviene prima che il soggetto lo desideri, a motivo dell’assenza di un ragionevole controllo eiaculatorio. Secondo H.S. Kaplan, infatti, è l’incapacità del controllo volontario sui muscoli che regolano il riflesso dell’eiaculazione.

Le tecniche riabilitative proposte sono quelle già impiegate nella terapia dell’incontinenza urinaria e fecale: la chinesiterapia, il biofeedback e  l’elettrostimolazione.

La chinesiterapia

La chinesiterapia si basa su esercizi fisici per far riconoscere all’uomo i muscoli perineali coinvolti nel meccanismo di controllo dell’eiaculazione. Il biofeedback per mezzo di una sonda pressoria anale stimola la contrazione muscolare, che viene visualizzata su un monitor, e l’uomo, grazie a questo stimolo visivo, mimando un blocco dell’eiaculazione, impara a controllare la contrazione muscolare. L’obiettivo è quello di aumentare la forza e la resistenza della contrazione dei muscoli perineali coinvolti nell’eiaculazione. L’elettrostimolazione, realizzata tramite una sonda anale con elettrodi posti all’estremità, stimola il nervo pudendo determinando la contrazione del muscolo pubo-coccigeo e quindi degli sfinteri genitali e urinari.

Il biofeedback perineale

Il biofeedback è una ginnastica attiva che aiuta a riconoscere ed a contrarre correttamente la muscolatura del pavimento pelvico, abitualmente usata. Il biofeedback prevede gli stessi esercizi di contrazione perineale, ma si avvale dell’ausilio di un computer, che trasforma l’attività muscolare, rilevata con una sonda vaginale o anale, in segnali visivi e sonori. La donna è distesa su un lettino, viene introdotta una sonda in vagina e sono applicate delle placchette autoadesive sull’addome. Sul monitor la donna vede il grafico del proprio lavoro muscolare, poiché ad ogni contrazione corrisponde un tracciato, che ne indica l’intensità e la durata, mentre un secondo grafico avverte se sta utilizzando i muscoli addominali, cioè quelli non corretti.

La biofeedback-terapia rappresenta una modalità per influenzare eventi fisiologici inconsci o sfuggiti ai meccanismi di controllo in seguito ad eventi patologici: l’acquisizione del controllo volontario di dette risposte fisiologiche avviene utilizzando l’informazione di ritorno (resa cosciente ed istantanea) della funzione monitorata attraverso apposite apparecchiature. Questa strumentazione trasforma gli eventi biologici in segnali uditivi, visivi e tattili.

Nel caso specifico della rieducazione perineale il biofeedback permette la presa di coscienza del complesso vescico-uretro-perineale tramite una retroinformazione istantanea degli eventi detrusoriali e dell’attività muscolo-perineale, permettendo nel contempo una verifica del trattamento in atto. Esso è indicato in varie condizioni cliniche, associate all’incontinenza urinaria femminile, e precisamente in caso di:

  • deficitaria presa di coscienza della muscolatura perineale;
  • presenza di co-contrazioni sinergiche agoniste e/o antagoniste;
  • inversione del comando perineale;
  • ipovalidità perineale (test del pubo-coccigeo)

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